Gli studenti dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Castellanza – scuola secondaria di primo grado stanno vivendo una fantastica novità che li impegna ogni venerdì di scuola, dalle 11:30 alle 14: “Sulla strada dei sogni”!
Si tratta di un progetto curricolare innovativo che potenzia il talento di ogni alunno e lo rende felice di stare a scuola fino all’ultima campanella del venerdì.
Come funziona in concreto? Ogni alunno ha avuto la possibilità di esprimere preferenze nei confronti di sei aree di potenziamento: STEM, Linguistico, Umanistico della comunicazione, Coreutico, Artistico e Sportivo. Ciascuno di loro è stato poi assegnato a un unico corso, che terrà loro compagnia fino alla fine dell’anno scolastico.
Non ci saranno compiti né verifiche! Ma ogni alunno potrà approfondire le conoscenze di qualcosa in cui si sente bravo e che lo rende felice. Sì, perché potenziamento non è recupero di discipline in cui abbiamo difficoltà o ci sentiamo a disagio… Si tratta di assecondare un’inclinazione naturale, un talento, una potenzialità, che attraverso questo percorso possa rafforzarsi e crescere, anche in ottica orientativa verso la scuola superiore, perché no.
Ma cosa si fa in ogni potenziamento? Ecco com’è stata la prima lezione di ciascuno di loro, raccontata dai professori che, in compresenza, realizzano il progetto:
STEM (proff. Furlan, Maggioni e Leotta) – Abbiamo avviato il percorso di potenziamento STEM attraverso l’applicazione del metodo scientifico: i ragazzi sono stati invitati a osservare, porsi domande e formulare le prime ipotesi, mettendosi alla prova in prima persona. Sperimentando con il robot Codey Rocky, hanno scoperto in modo attivo e autonomo come curiosità e logica possano trasformarsi in apprendimento concreto. Successivamente, nella lezione di partenza di Scienze naturali è stata esplorata una branca dell’astronomia: le costellazioni! Gli studenti hanno osservato alcune delle 88 costellazioni visibili dalla Terra: la lezione si è conclusa sdraiati per terra con i cuscini e gli occhi al soffitto, con l’osservazione di piccolo planetario, ricreato ad hoc in Aula Don Bosco. Cosa hanno imparato i nostri ragazzi al termini di questo primo incontro? Beh, che le costellazioni non esistono e che i segni zodiacali non sono 12, ma 13 (forse anche 14!).
Linguistico (proff. Caccia e Caflisch) – Per rompere il ghiaccio, gli alunni che hanno scelto di approfondire le lingue e il plurilinguismo insieme a noi si sono cimentati nella ricostruzione della storia di un topolino e della sua coraggiosa mamma, raccontata in tutte le lingue, anche in alcune sconosciute. Quindi abbiamo analizzato dieci pregiudizi sulle lingue, e poi abbiamo invece stabilito qual è il decalogo del nostro potenziamento plurilingue e pluriculturale. La lezione è stata anche l’occasione di raccontarci a vicenda cosa sono per noi le lingue straniere, cosa rappresentano e quali sono le motivazioni che ci spingono a volerle imparare sempre di più. Cosa abbiamo imparato? Che le lingue, tutte, sono qualcosa di vivo e in continuo mutamento, che non rimangono mai uguali a se stesse… a meno che non siano lingue morte!
Umanistico della comunicazione (proff. Calloni e Tuzio) – Abbiamo cominciato il potenziamento con l’attività “Conosciamo la redazione”, in cui abbiamo fatto ruotare i ragazzi per presentarsi tra di loro, sfruttando in queste mini-interviste fatte a vicenda le 5W. Poi abbiamo cercato di tirare fuori quello che gli alunni già sapessero a proposito della figura del giornalista e a cosa serva un/a giornalista nel 2026. Infine, abbiamo introdotto la figura ormai quasi mitologica del quotidiano, di cui abbiamo chiesto ai ragazzi di portare copia… Di sicuro abbiamo già imparato tante cose nuove sul settore professionale dell’informazione!
Coreutico (proff. Banfi, Lovati e Torresan) – Durante il primo giorno di potenziamento, gli alunni del potenziamento coreutico hanno iniziato un percorso di scoperta e consapevolezza del proprio corpo e della propria voce. L’attività si è aperta con movimenti di riscaldamento per attivare muscoli e articolazioni, seguiti da esercizi di movimento nello spazio, sperimentando direzioni, velocità, livelli e relazione con i compagni. Abbiamo lavorato su postura e camminata, per acquisire maggiore equilibrio, presenza scenica e controllo del gesto. Sul piano vocale, i ragazzi hanno sperimentato un lavoro a canone sulla voce, imparando ad ascoltarsi, coordinarsi e costruire insieme un ritmo collettivo. Gli esercizi più tecnici si sono alternati a momenti più creativi ispirati agli albi illustrati Perché? e La guerra dei colori, utilizzati come stimolo per attività di improvvisazione. Attraverso immagini e suggestioni narrative, gli alunni hanno dato vita a brevi azioni sceniche e a esercizi come la macchina infernale, sperimentando il lavoro di gruppo e la trasformazione del movimento. La giornata si è conclusa con un’improvvisazione teatrale finale, sintesi del percorso svolto, in cui corpo, voce e spazio si sono intrecciati in modo libero e consapevole.
Artistico (proff. D’Angelo e Troisi) – Nuovi strumenti e nuove modalità per approcciare il disegno: questo è quello che abbiamo imparato nella nostra prima lezione insieme. Sono state formate delle coppie di lavoro e ad ogni coppia sono stati dati 3 strumenti inconsueti (rispetto alla classica matita). Abbiamo messo in pratica il tutto attraverso vari esercizi, per esempio disegnando una pallina in movimento cercando di seguirne l’andamento, rispettando tempo, ritmo e gestualità. Gli alunni hanno anche disegnato con la mano del compagno: abbiamo affrontato così anche il tema della fiducia e del saper guidare e lasciarsi guidare. Abbiamo poi affrontato una serie di riflessioni sulle varie pratiche artistiche affrontate e sui limiti e sulle possibilità degli strumenti usati.
Sportivo (proff. Ceriotti e Rudi) – Nel primo incontro del nostro potenziamento, abbiamo approfondito uno sport meno conosciuto da molti alunni, ovvero il rugby, grazie anche alla presenza di Alessandro – atleta del Tradate Rugby e allenatore delle squadre dei più piccoli. Lui ci ha parlato non solo dello sport in sé, ma anche del fairplay e dei valori di questo gioco. Con lui abbiamo sperimentato alcune tecniche di allenamento, alcune strategie e abbiamo giocato una piccola partita. Tornati in classe, abbiamo visto video di alcuni grandi giocatori e squadre, per esempio gli All Blacks della Nuova Zelanda con il loro Haka, la danza tradizionale Maori. Cosa abbiamo imparato? Che nel rugby non si lascia mai nessuno indietro, è uno sport che non dimentica nessuno alle proprie spalle: tutti i giocatori vengono coinvolti e tutti sono importanti, proprio perché la palla si può passare solo all’indietro. Che non bisogna aver paura dello scontro perché non è mirato a fare male, ma solo a conquistare la palla e a far proseguire il gioco. Che la squadra è una famiglia attenta, come abbiamo avuto modo di vedere anche in un film che proseguiremo nei prossimi incontri. Non solo attività fisica quindi, ma anche riflessione personale sui temi importanti e sui valori che lo sport porta con sè.











