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Chi siamo

L’Istituto “Maria Ausiliatrice” è portatore di un carisma donato ad un uomo di nome Giovanni Bosco, il quale intraprese la sua azione e avviò le sue opere dando vita ad un vasto movimento di persone che, in vari modi, operano per formare onesti cittadini e buoni cristiani.

San Giovanni Bosco fu un educatore eccezionale. La sua acuta intelligenza, il suo senso comune e la sua profonda spiritualità lo guidarono a creare un sistema di educazione che sviluppa tutta la persona – corpo, cuore, mente e spirito. Esso favorisce la crescita e la libertà, mentre mette il ragazzo proprio al centro di tutta l’opera educativa.

Per distinguere il suo metodo dal sistema repressivo di educazione, prevalente nel 19° secolo in Italia, egli ha chiamato il proprio metodo sistema preventivo – perché esso cerca il modo di prevenire la necessità della punizione, collocando il ragazzo in un ambiente in cui egli è incoraggiato a dare il meglio di sé. Questo è un approccio congeniale, amichevole, integrale all’educazione.

Esso crea un clima che ‘trae fuori’ (educere) il meglio dal ragazzo, che incoraggia la sua completa e piena espressione di sé, che aiuta il ragazzo ad acquisire atteggiamenti che lo guidino a scegliere ciò che è buono, sano, gioioso e fa crescere la vita.

Lo stile di vita e di educazione incarnati da don Bosco sono un dono carismatico che esprime una spiritualità detta “salesiana” per lo stile con cui si propone e per il patrocinio sotto il quale si esprime, quello appunto di S.Francesco di Sales.

Sistema Educativo Preventivo

L’Istituto “Maria Ausiliatrice” fondato da don Bosco e Madre Mazzarello continua la sua opera di umanizzazione nella società attuale con il Sistema Educativo Preventivo, caratterizzato dal trinomio ragione, religione e amorevolezza:

Ragione: è dare fiducia alle forze di bene presenti nel ragazzo. Al giovane non viene imposto nulla ma viene richiesta una disponibilità a confrontare, verificare e ipotizzare, aiutandolo infine a scegliere secondo i criteri della verità e della giustizia.

Religione: è credere che Dio è padrone dei cuori, Egli è il grande educatore che possiede il segreto della formazione. Al ragazzo viene chiesto di entrare gradatamente in una visione soprannaturale dell’esistenza che permette di considerare ogni realtà nel suo giusto valore.

Amorevolezza: è essere consapevoli che l’educazione è cosa di cuore e quindi il primo passo è farsi amico il ragazzo, guadagnare il suo cuore, creare un clima di famiglia, di benevolenza, che permetta all’educatore di conoscere e di intervenire perché il giovane progredisca nella formazione umano-cristiana.