Gli alunni delle classi 2^A e 2^B della scuola secondaria di primo grado hanno vissuto esperienze sul territorio nell’ambito del progetto diversità che stanno affrontando a livello multidisciplinare. Ecco i loro racconti!

UN GIORNO PER METTERE LE MANI IN PASTA!

Il 6 novembre 2025, noi ragazzi della classe 2^B abbiamo vissuto un’esperienza speciale. Siamo usciti da scuola a piedi e in qualche minuto abbiamo raggiunto Fatti della stessa pasta, un negozio di Castellanza che non è solo un laboratorio di pasta fresca, ma anche un chiaro esempio di inclusione sociale. Siamo stati accolti da una volontaria e così abbiamo scoperto che questa attività nasce dalla cooperativa il Progetto che si occupa del reinserimento sociale di persone in difficoltà. 
Questa realtà unisce generosità e solidarietà. Il locale infatti è specializzato nella produzione di pasta fresca, ma la sua vera unicità sta nelle persone che lo animano: ragazzi con disabilità o difficoltà economiche che, insieme ai volontari, gestiscono ogni aspetto dell’attività con passione e serietà. 
Quando siamo entrati sembrava di essere in una grande famiglia felice, siamo stati accolti da tutti con un grande sorriso. Alcuni di noi sono rimasti colpiti anche dalle scritte che decorano il locale. Una recita “Tutti sono diversi” e, in effetti, ognuno di noi ha una particolarità diversa dagli altri ed è bello che tutti possano essere valorizzati per come sono. 
Una volta lì volevamo anche noi essere d’aiuto: così ci hanno insegnato a fare gli gnocchi. Gli chef erano gentili, ci hanno mostrato come fare l’impasto (non è facile come sembra!). Dopo esserci lavati le mani, abbiamo iniziato ad impastare. All’inizio l’impasto era un po’ appiccicoso, ma pian piano è diventato più facile da lavorare. Una volta pronto, abbiamo fatto piccole porzioni e formato lunghi rotoli di pasta. Poi, con il coltello, abbiamo tagliato tanti piccoli gnocchi, cercando di farli tutti della stessa grandezza. E’ stato davvero divertente e abbiamo imparato tante cose nuove. Impastare, cucinare e infine gustare il frutto del nostro lavoro ci ha fatto sentire parte di qualcosa di autentico. 
Questa esperienza ci ha insegnato che il lavoro può essere uno strumento di inclusione, che la diversità è una ricchezza e che, a volte, basta un piatto di gnocchi per abbattere tutte le barriere!

IMPARARE E AIUTARE, FRA COLLA, COLORI E LIBRI ANTICHI

Giovedì 13 novembre 2025, la classe 2^A della scuola secondaria di primo grado Istituto Maria Ausiliatrice di Castellanza, nell’ambito del “Progetto diversità”, ha trascorso una giornata alla Cooperativa Speranza e alla Biblioteca Capitolare, a Busto Arsizio; anche la 2°B, il 10 novembre, aveva svolto la stessa esperienza, che è diventata un’occasione preziosa per conoscere da vicino due realtà molto diverse tra loro, ma entrambe importanti per il territorio. 

La nostra missione alla Cooperativa Speranza
Alla Cooperativa Speranza, un’associazione che si occupa di assistere persone con disabilità e le loro famiglie, promuovendo anche l’inserimento nel mondo del lavoro, siamo stati pronti ad aiutare le volontarie che ci aspettavano per realizzare alcuni lavori di cartonaggio, come portamatite, barattoli o porta-post-it, cornici per quadri e molto altro.
Come in una missione, è nata una “competizione” con la sezione B: chi avesse realizzato il maggior numero di lavoretti in sole tre ore, avrebbe vinto! In realtà, l’assemblaggio nascondeva molto altro: tutto il ricavato dalla vendita delle nostre creazioni sarebbe stato donato in beneficenza, proprio a sostegno della Cooperativa. È stato molto bello dare una mano, contribuire a qualcosa che poi aiuterà altre persone, dedicando parte del proprio tempo libero per chi ha bisogno. 
Questa esperienza, laboriosa e colorata, ci ha insegnato che le difficoltà non ci devono abbattere, e dobbiamo continuare a credere di farcela, come i ragazzi che abbiamo incontrato. Inoltre, ci ha fatto capire quanto impegno ci sia dietro a ogni oggetto creato alla Cooperativa, e quanto sia importante dare valore al lavoro delle persone che ogni giorno ci mettono entusiasmo e pazienza.

I libri dei monaci
In seguito, siamo andati alla Biblioteca Capitolare, istituita ufficialmente nel 1583 da un gruppo di sacerdoti (“capitolare” è una parola che deriva da “capitolo”, che è la riunione di monaci o preti), presso la Basilica di San Giovanni Battista. Questa non si è rivelata una biblioteca come le altre… Quando si entra, ci si trova nell’archivio, una stanza abbastanza anonima con alcuni scaffali contenenti dei fascicoli; gli antichi libri dei monaci sono invece nascosti dietro ad una parete scorrevole. La professoressa volontaria che ci ha accolti ci ha raccontato la storia di alcuni libri, addirittura del 1500 e 1600, e, infilato un paio di guanti bianchi, ci ha fatto notare alcune particolari caratteristiche: ci è rimasta in mente la scrittura che, nonostante fosse a mano, era perfetta, come fosse stampata. Abbiamo visto libri con testi che venivano letti in chiesa, libri con spartiti musicali e delle Bibbie; molti di questi erano finemente decorati, miniati e, a volte, anche commentati da chi li copiava. Ci ha inoltre spiegato che i fogli, essendo di pergamena, erano ricavati dalla pelle di pecora o montone ed erano lavabili dall’inchiostro, e ci ha mostrato copertine con decorazioni in legno, metallo e bronzo.  
Vedere quei manoscritti secolari ci ha fatto fare un salto nel passato, immaginando la scena dei monaci amanuensi miniatori che scrivevano, ricopiavano e decoravano i libri. 

Alla prossima avventura!
Questa giornata ci ha insegnato molto: alla Cooperativa Speranza abbiamo capito l’importanza dell’inclusione, della collaborazione e del valore del lavoro artigianale; alla Biblioteca Capitolare abbiamo scoperto quanto il passato sia prezioso e quanto sia fondamentale conservarlo; queste esperienze ci hanno fatto riflettere sull’impegno attraverso  il quale giorno per giorno si può costruire il futuro e quindi la Storia.
Siamo tornati a scuola con una ricchezza in più dal punto di vista umano e culturale.